RATTOPPARE per tornare a vivere

rattoppare v. tr. [der. di toppa, coi pref. r(i)- e a-¹] (io rattòppo, ecc.). – 1. a. [eseguire la riparazione di un indumento sostituendo un pezzo logoro o rotto con uno nuovo: r. un vestito stracciato] ≈ rammendare, rappezzare, ricucire. ‖ accomodare, aggiustare, raccomodare, raggiustare, rammendare, riparare, (fam.) sistemare. b. (fig.) [eseguire la riparazione di qualcosa] ≈ riparare, (fam.) sistemare… scrive il vocabolario Treccani.

Riparare pare un verbo ormai dimenticato. Oggi si tende a buttare… anche per le strade… tutto ciò che si ritiene non più utilizzabile e… senza farsi grossi problemi.

Quando si parla di rattoppo la mente va ai tessuti, ma un tempo tanto altro veniva riparato, ricostruito, ricucito per tornare ancora utile… pentole, oggetti in ceramica e porcellana, in legno… Le parti staccate o crepate, i cocci, tornavano a riavvicinarsi e venivano ricomposti e “trattenuti” con punti metallici, mentre nello spazio tra i cocci veniva fusa cera o stesa qualche tipo di colla.

Ho visto uno di questi oggetti sulla bancarella di un mercatino e, come spesso accade, l’ho adottato perché non vada perduto o non torni a rompersi.

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Una delle fessure, probabilmente durante i “viaggi” o per l’esposizione al sole, si è riaperta. Le cicatrici sono così, lasciano comunque un segno.

 

Mercatino Cerea di aprile 2017… meglio tardi che mai…

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Sto riprendendo a fare qualche mercatino del vintage e dell’usato. L’antiquariato non mi tocca il cuore… È il recupero che mi affascina. È la ricerca di ricordi che mi piace.

Ho accuratamente arredato la mia casa seguendo a ogni passo, a ogni acquisto, le ramificazioni e i merletti del mio gusto. Non è estetismo, è esigenza di benessere: ogni volta che entro in una stanza sono allietato dall’armonia che mi accoglie. Le stanze sono sempre le stesse, e tuttavia giorno per giorno mi offrono un godimento nuovo. Ogni dipinto, ogni mobile, ogni maiolica, ogni scultura, ogni argento, ogni oggetto emette raggi beneauguranti“.
Fausto Gianfranceschi, Aforismi del dissenso, 2012

Vecchia scatola in latta Venchi

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Ho trovato questa scatola per caramelle e/o cioccolatini della ditta Venchi. Me ne sono innamorata perché l’immagine che porta mi ricord i disegni di mia madre.                Pare anche riprendere i tratti di Mabell Lucie Attwell, illustratrice che adoro.                  Mi piace andare per mercatini e scovare ricordi ed emozioni…  I vecchi oggetti mi fanno tornare bambina e mi aiutano ad accettare questo “nuovo” tanto confuso e pagano.

LE AVVENTURE di PIMPIRICCHIO Editrice Carroccio Collana Arcobaleno

pimpiricchio

Trovato oggi al mercatino di Cerea. Più che il racconto mi colpiscono le illustrazioni per lo stile, il tratto pulito. Pimpiricchio, rimasto orfano, parte con il fido Bibò…

Cerco informazioni sull’illustratore e scopro che da poco è mancato…

Luigi “Gino” GAVIOLI – 1923-2016

Nasce a Milano (Italia) il 9 maggio 1923. Si diploma all’Accademia di Brera, e a 17 anni esordisce disegnando per Alberto Traini le matite di alcune serie comiche tra cui il personaggio Carioca, poi passate a china dall’amico Paolo Piffarerio.

Con il suo segno pulito ed elegante, molto personale, dopo la guerra continua a disegnare per Traini (per esempio per Zeffirino nel 1953) ma comincia anche a collaborare assiduamente con le maggiori testate a fumetti italiane: Corriere dei piccoli, Il Monello (dove realizza personaggi come Sempronio, Felicino e Arcibaldo, Il Lupo e l’Agnello e Pico Panda e Paco Serse), e Il Giornalino.
Con il fratello Roberto fonda nel 1953 la casa di produzione di cinema d’animazione Gamma Film, in tempo per rispondere alla richiesta di cortometraggi pubblicitari televisivi innescata dal contenitore serale “Carosello”. Crea così personaggi e serie indimenticabili come “Ulisse e l’ombra”, “Caio Gregorio” (er guardiano der pretorio, 1960), “Mammut, Babbut e Figliut” (1962), “Tacabanda” (1968), “Cimabue” (1972). Personaggi come il protagonista equino di “Vitaccia cavallina” (“… me scappa sempre la parolina”) approdano anche sulle pagine del Monello o a eleganti volumi.
Nel 1968 lavora anche al film lungometraggio “Putiferio va alla guerra”, un conflitto di formiche che anticipa di oltre trent’anni le analoghe pellicole di produzione statunitense.
Dopo il crollo della produzione italiana di disegni animati causata dalla chiusura di Carosello e dalle scelte della RAI, si dedica maggiormente al fumetto e all’illustrazione (soprattutto fiabe), intensificando la collaborazione con le edizioni paoline, sia lavorando per Il Giornalino (dove crea tra l’altro “Vita da cani” su testi di Tiziano Sclavi), sia illustrando volumi di successo come “Eroi in pantofole”.
Attivo e vitale, dal 2011 è un abituale frequentatore del neonato Museo del fumetto di Milano, dove si reca autonomamente dalla propria abitazione. Viene festeggiato in più occasioni, a partire dalla mostra su Carosello. Nel dicembre 2014 una sua storia degli anni Cinquanta viene esposta all’Arengario di Monza nell’ambito della mostra “Raccontare il Nalale”.
Un incidente domestico gli rende sempre più difficile spostarsi, sia pure aiutato dalla moglie e dalla figlia. Nell’estate 2016 subisce un piccolo ictus dal quale non riesce a riprendersi. Muore nella sua abitazione, assistito dalla famiglia, la mattina del 19 novembre 2016.

Informazioni tratte da http://www.lfb.it/fff/fumetto/aut/g/gavioli_gino.htm

 

Le foglie d’oro (Bright Leaf)

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Le foglie d’oro (Bright Leaf) è il romanzo più famoso di Foster Fitz-Simons “an American dancer, novelist and teacher”. Dal romanzo, nel 1950, venne tratto l’omonimo film con Gary Cooper, Patricia Neal e Lauren Bacall.

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Gary Cooper (1901 – 1961). Premio Oscar nel 1942. come miglior attore protagonista per il film Il sergente York. Secondo Oscar nel 1952 con l’indimenticabile Mezzogiorno di fuoco. Per non parlare del film Per chi suona la campana, tratto dal romanzo di Hemingway, accanto a Ingrid Bergman. E un Oscar alla carriera nel 1961, l’anno in cui muore di cancro. Non ci si può non innamorare di personaggi così… Quando ho visto la copertina del libro, ho avuto un tuffo al cuore…

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Nemmeno una pagina strappata mi ha fermato…

 

 

 

 

 

 

 

CHI AMI TU? I ROMANZI DELLA ROSA – SALANI

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CHI AMI TU? Volume I

Chi ami tu I

CHI AMI TU? volume I

I romanzi della rosa, Salani Editore

Romanzo in due volumi di Harald Baumgarten (1890 – 1975), attore, regista, scrittore¹.

Illustratore Alberto Micheli (1870 – 1943), pittore e illustratore².

Micheli negli anni Venti e Trenta illustra per Salani oltre trecento copertine  di romanzi per adulti e per ragazzi, caratterizzando i suoi disegni per la freschezza del colore, con effetti a macchia, e per la linea sciolta  e spigliata, ripresa in parte dalla grafica liberty anglosassone.

Sono libri piccoli piccoli… da comodino e naturalmente d’amore…

¹ www.letteraturadimenticata.it

² www.illibraio.it

RACCONTI, OSCAR WILDE AMZ EDITRICE 1961

Racconti O. Wilde AMZ editrice

Libro delizioso, recuperato in un mercatino dell’usato e in buone condizioni.

È illustrato da Carla Ruffinelli con tavole a colori.

Raccoglie le fiabe più famose: compleanno dell’infanta

L’amico fedele

L’usignolo e la rosa

Il razzo straordinario

Il compleanno dell’Infanta

Il pescatore e l’anima

Il gigante egoista

Il principe Felice

Wilde - Ruffinelli 2

Wilde - Ruffinelli 1

IL CUCCHIAIO DI LEGNO di DENISE PERRET A. Peruzzo Editore

Il cucchiaio di legno A. Peruzzo Editore

The Wooden Spoon – Easy French Cookery
Evans Bros – London, 1969

Young French Chef – A First Cookbook
PERRET, Denise and ECKLEY, Mary.
Published by Platt & Munk NY, 1969

In Italia il libro viene pubblicato nel 1965.

Il cucchiaio di legno 4

Il cucchiaio di legno: “Accessorio che si trova nel cassetto di ogni buona massaia, destinato a numerosi usi e in particolare a quello di mescolare i sughi. Il mestolo è anche la bacchetta magica che, senza far del male al lucido fondo delle casseruole, porta alla luce il meglio delle salse e i più squisiti segreti del ragù, assicurando la buona riuscita di ogni opera culinaria“.

Il cucchiaio di legno 1

Il cucchiaio di legno 2

Le ricette sono suddivise in zuppe e minestre, antipasti ed entrées, carni e pollame, uova e pesce, verdure e riso, salse, desserts, diversi.

Il cucchiaio di legno 3

Queste immagini mi riportano all’infanzia, quando mamma mi spingeva a sperimentare, tra pentole e fornelli, elaborate ricette che puntualmente finivano in scombinati pasticci che comunque venivano lodati per bontà e bellezza della presentazione… Forse è proprio per questo pasticciare e divertirmi in cucina che amo ancora cucinare, pur essendo una cuoca appunto pasticciona, impaziente, incapace di seguire una ricetta. Le indicazioni da seguire prima di entrare in cucina mi hanno commosso… tali e quali a quelle che mi impartiva mamma e che io stessa predico inutilmente alle mie figlie…