Fabula docet… ( Esopo)

“Io credo che le fiabe, quelle vecchie e quelle nuove, possano contribuire a educare la mente. La fiaba è il luogo di tutte le ipotesi: essa ci può dare delle chiavi per entrare nella realtà per strade nuove, può aiutare il bambino a conoscere il mondo”.

Gianni Rodari, La freccia azzurra

Krings

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Il était une fois une abeille qui s’appelait Mireille…

Mireille 1

Mireille l’Abeille è la protagonista del primo volume della serie Drôles de petites bêtes, dell’editore Gallimard.Mireille 2

Mireille è un’ape laboriosa che lavora tutto il giorno per preparare deliziosi “pots de miel très parfumés” e “bombons dorés” che avvolge in carte colorate.

Accade purtroppo che, un brutto giorno, al ritorno dal lavoro, Mireille trova i vasetti svuotati e solo la carte colorate… perché la caramelle sono sparite.

Arrabbiatissima, Mireille interroga i suoi vicini, Léon le Bourdon e Siméon le Papillon… Nessuno ha visto cosa sia successo…

Riuscirà Mireille a scovare il ladruncolo? Non sveliamo il finale. Ma, per i più curiosi: “Si vous voyez par hasard dans le ciel une abeille qui ressemble à un lutin, vous n’aurez pas rêvé. Et si vous trouvez dans votre jardin un très petit nain qui ne ressemble plus vraiment à un lutin, vous n’aurez toujours pas rêvé“.

 

 

Drôles de petites bêtes: Antoon Krings e la sua poesia

Ho scoperto Antoon Krings e le sue creature per caso, come spesso accade per gli incontri importanti. Una cugina carissima, come me innamorata della parola scritta e narrata e dell’immagine dipinta e “narrata”, mi mostra alcuni suoi libri e non è amore a prima vista per il tratto e il colore, perché io amo i colori tenui. Il testo è in francese, una lingua che non conosco. Nelle immagini viste di sfuggita tuttavia qualcosa pare chiamarmi, convincendomi a cercare altro sull’opera appena intravista. Entro così, quasi prevenuta per quella lingua che non mi appartiene e impaurita da quelle figurine nette e dai colori vivaci. Eppure bastano in seguito poche parole e il soffermarmi su qualche immagine per rimanerne infine conquistata e innamorarmene… letteralmente.

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LE AVVENTURE di PIMPIRICCHIO Editrice Carroccio Collana Arcobaleno

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Trovato oggi al mercatino di Cerea. Più che il racconto mi colpiscono le illustrazioni per lo stile, il tratto pulito. Pimpiricchio, rimasto orfano, parte con il fido Bibò…

Cerco informazioni sull’illustratore e scopro che da poco è mancato…

Luigi “Gino” GAVIOLI – 1923-2016

Nasce a Milano (Italia) il 9 maggio 1923. Si diploma all’Accademia di Brera, e a 17 anni esordisce disegnando per Alberto Traini le matite di alcune serie comiche tra cui il personaggio Carioca, poi passate a china dall’amico Paolo Piffarerio.

Con il suo segno pulito ed elegante, molto personale, dopo la guerra continua a disegnare per Traini (per esempio per Zeffirino nel 1953) ma comincia anche a collaborare assiduamente con le maggiori testate a fumetti italiane: Corriere dei piccoli, Il Monello (dove realizza personaggi come Sempronio, Felicino e Arcibaldo, Il Lupo e l’Agnello e Pico Panda e Paco Serse), e Il Giornalino.
Con il fratello Roberto fonda nel 1953 la casa di produzione di cinema d’animazione Gamma Film, in tempo per rispondere alla richiesta di cortometraggi pubblicitari televisivi innescata dal contenitore serale “Carosello”. Crea così personaggi e serie indimenticabili come “Ulisse e l’ombra”, “Caio Gregorio” (er guardiano der pretorio, 1960), “Mammut, Babbut e Figliut” (1962), “Tacabanda” (1968), “Cimabue” (1972). Personaggi come il protagonista equino di “Vitaccia cavallina” (“… me scappa sempre la parolina”) approdano anche sulle pagine del Monello o a eleganti volumi.
Nel 1968 lavora anche al film lungometraggio “Putiferio va alla guerra”, un conflitto di formiche che anticipa di oltre trent’anni le analoghe pellicole di produzione statunitense.
Dopo il crollo della produzione italiana di disegni animati causata dalla chiusura di Carosello e dalle scelte della RAI, si dedica maggiormente al fumetto e all’illustrazione (soprattutto fiabe), intensificando la collaborazione con le edizioni paoline, sia lavorando per Il Giornalino (dove crea tra l’altro “Vita da cani” su testi di Tiziano Sclavi), sia illustrando volumi di successo come “Eroi in pantofole”.
Attivo e vitale, dal 2011 è un abituale frequentatore del neonato Museo del fumetto di Milano, dove si reca autonomamente dalla propria abitazione. Viene festeggiato in più occasioni, a partire dalla mostra su Carosello. Nel dicembre 2014 una sua storia degli anni Cinquanta viene esposta all’Arengario di Monza nell’ambito della mostra “Raccontare il Nalale”.
Un incidente domestico gli rende sempre più difficile spostarsi, sia pure aiutato dalla moglie e dalla figlia. Nell’estate 2016 subisce un piccolo ictus dal quale non riesce a riprendersi. Muore nella sua abitazione, assistito dalla famiglia, la mattina del 19 novembre 2016.

Informazioni tratte da http://www.lfb.it/fff/fumetto/aut/g/gavioli_gino.htm

 

NONNA MINESTRA di ALDO FABRIZI

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Nonna minestra

Ricette e considerazioni in versi

con 16 tavole a colori di Aldanese-Svoboda e 20 disegni di Alberto Fremura

I edizione settembre 1974

Arnoldo Mondadori Editore

Aldo Fabrizi, classe 1905, dedica il libro “A mi’ madre e mi’ padre“…Trovarlo, sui ripiani di un rigattiere, tra le cose dimenticate, mi ha fatto saltare il cuore in petto. Quando poi, scorrendo con lo sguardo gli altri volumi, ho visto Nonno Pane, il cuore è schizzato a mille… Aldo Fabrizi che, nella quarta di copertina, asciuga le mani con uno strofinaccio a quadri bianche e blu è il tocco che mi ha rubato una lacrima.

Le tavole a colori e i disegni sono stupendi.