RATTOPPARE per tornare a vivere

rattoppare v. tr. [der. di toppa, coi pref. r(i)- e a-¹] (io rattòppo, ecc.). – 1. a. [eseguire la riparazione di un indumento sostituendo un pezzo logoro o rotto con uno nuovo: r. un vestito stracciato] ≈ rammendare, rappezzare, ricucire. ‖ accomodare, aggiustare, raccomodare, raggiustare, rammendare, riparare, (fam.) sistemare. b. (fig.) [eseguire la riparazione di qualcosa] ≈ riparare, (fam.) sistemare… scrive il vocabolario Treccani.

Riparare pare un verbo ormai dimenticato. Oggi si tende a buttare… anche per le strade… tutto ciò che si ritiene non più utilizzabile e… senza farsi grossi problemi.

Quando si parla di rattoppo la mente va ai tessuti, ma un tempo tanto altro veniva riparato, ricostruito, ricucito per tornare ancora utile… pentole, oggetti in ceramica e porcellana, in legno… Le parti staccate o crepate, i cocci, tornavano a riavvicinarsi e venivano ricomposti e “trattenuti” con punti metallici, mentre nello spazio tra i cocci veniva fusa cera o stesa qualche tipo di colla.

Ho visto uno di questi oggetti sulla bancarella di un mercatino e, come spesso accade, l’ho adottato perché non vada perduto o non torni a rompersi.

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Una delle fessure, probabilmente durante i “viaggi” o per l’esposizione al sole, si è riaperta. Le cicatrici sono così, lasciano comunque un segno.

 

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Il giardino segreto, Frances Hodgson Burnett, illustrato da Libico Maraja, Baldini & Castaldi

Il giardino segreto Libico Maraja_

NON PIU’ DISPONIBILE

Il volume non riporta la data di stampa che ho potuto intuire dalla fascetta ancora presente: “La metro Goldwyn Mayer ha tratto da questo romanzo dell’autrice di Il piccolo Lord l’omonimo film, interpretato da Margaret O’Brien, Brian Roper, Dean Stockwell”.

Il film, diretto da Fred M. Wilcox, è del 1949. Wilcox è il regista del film Torna a casa Lassie!, seguito da Il coraggio di Lassie

Adoro Maraja come illustratore e il libro mi porta a confermare la mia ammirazione: stupende le illustrazioni a colori a tutta pagina e lo stesso vale per le immagini in color seppia.

Dal 1946, Maraja, nel campo dell’illustrazione, è soprattutto questo: regista di una rappresentazione che penetra il senso delle storie da illustrare con una impostazione spaziale e un movimento che risultano dai modelli tratti dal cinema e dal teatro.
Dopo le prime esperienze nel campo dell’illustrazione, è nel ’47 che per conto della casa editrice Caraccio di Milano, ha il suo primo vero successo con il libro: Le avventure di Pinocchio. Nel 1949, in collaborazione con l’editore Baldini-Castoldi di Milano, sono stampate le sue illustrazioni de:

Le avventure di Tom Sawyer di Mark Twain
Le avventure di Oliver Twist di Charles Dickens
Il piccolo Lord di F.Hodcson Burnet
I pattini d’argento di M.Mapes Dodge
Il giardino segreto di F.H.Burnet
Capitani coraggiosi di E.Kipling”¹.

Non va dimenticato che Maraja nasce come grafico pubblicitario ma amplia nel tempo la propria attività sino a essere nominato nel 1940 capo scenografo e cartonista per il primo lungometraggio a disegni animati in Europa, La rosa di Bagdad².

Il giardino segreto Libico Maraja 2

¹ http://www.libicomaraja.it/it/illustrazioni/

² http://www.libicomaraja.it/it/grafica/

Lettere dal domani, Romano Battaglia, 1973 SEI

Lettere dal domani Romano Battaglia

Al cimitero di Colombè hanno portato tanti morti in questi anni e ora ci sono tante croci con tanti nomi. Dove non ci sono i nomi ci sono i fiori dipinti. Ogni volta che portano un morto da dentro al cimitero soffia un vento forte e allora fanno molta fatica a entrare dentro e qualche volta i portatori cadono con la bara e allora tutti piangono. Io credo che quel vento che soffia davanti al cancello sia il vento di Dio che non vuole più morti al cimitero“.

Colombè (Biafra), 13 maggio 1971                                  Anne, 7 anni

Ho trovato il libro su una bancarella al mercatino di Gonzaga e ho da subito inteso che mi attendesse, lì, coperto da tanti altri libri. Ho la certezza che non fosse oggi sul quel banco per caso, ma perché ci incontrassimo.

L’immagine di copertina è uno scatto di Mariapia Vecchi.

Nella presentazione l’autore scrive: “Ora, quando qualcuno mi chiederà se queste lettere sono vere, io risponderò che è meglio credere di sì perchè questi bambini sono il domani del mondo“.

Io potrei essere una/o tra quei bambini, perché nel 1973 avevo circa l’età di alcuni di essi. E mi trovo a pensare che avrei potuto essere un domani migliore. Ma ora è tardi per pentirsi e recriminare: non sono quasi più “domani”…

 

 

Vecchia scatola in latta Venchi

Scatola bimba 1Scatola bimbaScatola bimba 3

Ho trovato questa scatola per caramelle e/o cioccolatini della ditta Venchi. Me ne sono innamorata perché l’immagine che porta mi ricord i disegni di mia madre.                Pare anche riprendere i tratti di Mabell Lucie Attwell, illustratrice che adoro.                  Mi piace andare per mercatini e scovare ricordi ed emozioni…  I vecchi oggetti mi fanno tornare bambina e mi aiutano ad accettare questo “nuovo” tanto confuso e pagano.

LE AVVENTURE di PIMPIRICCHIO Editrice Carroccio Collana Arcobaleno

pimpiricchio

Trovato oggi al mercatino di Cerea. Più che il racconto mi colpiscono le illustrazioni per lo stile, il tratto pulito. Pimpiricchio, rimasto orfano, parte con il fido Bibò…

Cerco informazioni sull’illustratore e scopro che da poco è mancato…

Luigi “Gino” GAVIOLI – 1923-2016

Nasce a Milano (Italia) il 9 maggio 1923. Si diploma all’Accademia di Brera, e a 17 anni esordisce disegnando per Alberto Traini le matite di alcune serie comiche tra cui il personaggio Carioca, poi passate a china dall’amico Paolo Piffarerio.

Con il suo segno pulito ed elegante, molto personale, dopo la guerra continua a disegnare per Traini (per esempio per Zeffirino nel 1953) ma comincia anche a collaborare assiduamente con le maggiori testate a fumetti italiane: Corriere dei piccoli, Il Monello (dove realizza personaggi come Sempronio, Felicino e Arcibaldo, Il Lupo e l’Agnello e Pico Panda e Paco Serse), e Il Giornalino.
Con il fratello Roberto fonda nel 1953 la casa di produzione di cinema d’animazione Gamma Film, in tempo per rispondere alla richiesta di cortometraggi pubblicitari televisivi innescata dal contenitore serale “Carosello”. Crea così personaggi e serie indimenticabili come “Ulisse e l’ombra”, “Caio Gregorio” (er guardiano der pretorio, 1960), “Mammut, Babbut e Figliut” (1962), “Tacabanda” (1968), “Cimabue” (1972). Personaggi come il protagonista equino di “Vitaccia cavallina” (“… me scappa sempre la parolina”) approdano anche sulle pagine del Monello o a eleganti volumi.
Nel 1968 lavora anche al film lungometraggio “Putiferio va alla guerra”, un conflitto di formiche che anticipa di oltre trent’anni le analoghe pellicole di produzione statunitense.
Dopo il crollo della produzione italiana di disegni animati causata dalla chiusura di Carosello e dalle scelte della RAI, si dedica maggiormente al fumetto e all’illustrazione (soprattutto fiabe), intensificando la collaborazione con le edizioni paoline, sia lavorando per Il Giornalino (dove crea tra l’altro “Vita da cani” su testi di Tiziano Sclavi), sia illustrando volumi di successo come “Eroi in pantofole”.
Attivo e vitale, dal 2011 è un abituale frequentatore del neonato Museo del fumetto di Milano, dove si reca autonomamente dalla propria abitazione. Viene festeggiato in più occasioni, a partire dalla mostra su Carosello. Nel dicembre 2014 una sua storia degli anni Cinquanta viene esposta all’Arengario di Monza nell’ambito della mostra “Raccontare il Nalale”.
Un incidente domestico gli rende sempre più difficile spostarsi, sia pure aiutato dalla moglie e dalla figlia. Nell’estate 2016 subisce un piccolo ictus dal quale non riesce a riprendersi. Muore nella sua abitazione, assistito dalla famiglia, la mattina del 19 novembre 2016.

Informazioni tratte da http://www.lfb.it/fff/fumetto/aut/g/gavioli_gino.htm

 

Le foglie d’oro (Bright Leaf)

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Le foglie d’oro (Bright Leaf) è il romanzo più famoso di Foster Fitz-Simons “an American dancer, novelist and teacher”. Dal romanzo, nel 1950, venne tratto l’omonimo film con Gary Cooper, Patricia Neal e Lauren Bacall.

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Gary Cooper (1901 – 1961). Premio Oscar nel 1942. come miglior attore protagonista per il film Il sergente York. Secondo Oscar nel 1952 con l’indimenticabile Mezzogiorno di fuoco. Per non parlare del film Per chi suona la campana, tratto dal romanzo di Hemingway, accanto a Ingrid Bergman. E un Oscar alla carriera nel 1961, l’anno in cui muore di cancro. Non ci si può non innamorare di personaggi così… Quando ho visto la copertina del libro, ho avuto un tuffo al cuore…

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Nemmeno una pagina strappata mi ha fermato…